Tornare alla scuola degli anni 60? L’esperimento de “Il Collegio” piace ai nativi digitali – Nati Per

Tornare alla scuola degli anni 60? L’esperimento de “Il Collegio” piace ai nativi digitali

17 Gen 2017

Penultima puntata del programma di Raidue Il Collegio. Ieri sera chiunque frequenti Twitter se ne sarà accorto: l’hashtag #IlCollegio è stato in cima ai trending topic per tutta la durata del programma L’esperimento sociale, che mette 18 teenager a stretto contatto con la rigida educazione degli anni 60, sta portando insegnanti, genitori e alunni a ragionare sui metodi di insegnamento e ad interrogarsi su quale direzione debba prendere la scuola oggi.

Il format

Il programma si pone come un esperimento sociale e suscita il dibattito perché i protagonisti sono trasportati – come attraverso una macchina del tempo – in un Collegio dove non esiste Internet, dove gli smartphone sono al bando e dove per comunicare bisogna scrivere sulla carta usando una penna stilografica. I nativi digitali si trovano in difficoltà proprio perché devono imparare a usare linguaggio nuovo in un contesto lontano dalla realtà che vivono tutti i giorni. La scuola che ci viene mostrata nel format si poneva anche il compito di essere il luogo principale della formazione dei ragazzi che qui imparavano le regole del buon comportamento, la disciplina da mantenere sul posto di lavoro, la capacità di sottostare a punizioni anche pesanti. Oggi i ragazzi hanno più stimoli esterni, frequentano la rete senza problemi e sono in grado di insegnare ai professori un linguaggio nuovo fatto di hashtag e abbreviazioni, eppure spesso approdano all’università con meno sicurezze di prima.shutterstock_557495413

Era davvero migliore la scuola degli anni 60?

La domanda di fondo che attraversa tutto il programma è quasi filosofica: l’educazione di oggi può essere paragonabile a quella del passato? La scuola dovrebbe spostare indietro le lancette del tempo e ritornare alla austerità di un tempo?

Per molti aspetti sembrerebbe che la scuola degli anni ‘60 promuovesse valori che si sostiene non appartengano ai ragazzi di oggi. Nel programma i protagonisti vengono educati a ridurre gli sprechi di cibo, a mangiare in modo sano a confrontarsi con la bella scrittura. I partecipanti infatti mangiano tutti i giorni in mensa, sono interrogati su poesie da imparare a memoria e frequentano lezioni che hanno all’ordine del giorno dettati, bella grafia e problemi di matematica molto pratici. Le ribellioni da parte degli studenti sono duramente punite, tanto che uno dei ragazzi proprio in quest’ultima puntata è stato espulso.

L’educazione tecnica in classi divise

Per altri versi l’educazione che viene promossa in questa scuola non appare in linea con la società che vorremmo appartenesse agli adulti del futuro. I ragazzi oltre che essere costretti a tagliare i capelli e a mettersi una divisa rinunciando al trucco e alla personalità nel modo di vestirsi, devono anche affrontare la una materia incomprensibile alla generazione 2000: educazione tecnica. Ricordando i tempi che furono i ragazzini vengono divisi tra maschi e femmine e mentre i primi possono dedicarsi alla costruzione di oggetti (qualcosa che potrebbe avvicinare la materia a un esperimento in un fablab popolato da giovani makers) le ragazze affrontano argomenti molto poco in linea con i valori che si vogliono trasmettere alle giovani donne: imparano ad accudire un bimbo, a cambiargli il pannolino e a rammentare calze e biancheria.

Il programma funziona sui social proprio perché suscita molte polemiche tra chi vorrebbe tornare a un passato dove le punizioni a scuola erano all’ordine del giorno e dove i ragazzi crescevano più forti e preparati ad affrontare le difficoltà del futuro, e chi invece è convinto che la scuola di oggi sia adeguata ai tempi che stiamo vivendo e che anzi dovrebbe guardare a modelli educativi innovativi come la Flipped Classroom, le  lezioni di Arduino, l’insegnamento delle materie tradizionali in lingua straniera e l’utilizzo di tablet e smartphone in classe per l’apprendimento.

Come cambia l’educazione

Gli insegnanti del 2016 sanno che il loro compito è anche quello di dare ai ragazzi basi solide dalle quali partire per svolgere lavori che ancora oggi non esistono o che non esistevano ai tempi in cui loro frequentavano la scuola. L’educazione, oggi più che allora, non è fatta solo di scuola dell’obbligo ma anche di programmi di educazione studiati da aziende e società che si mettono a disposizione per aiutare i giovani a percorrere la propria strada. L’educazione anche grazie all’impegno di grandi brand in ottica di open innovation sta cambiando verso, le lezioni frontali vengono spesso sostituite da dibattiti o sessioni di mentoring dove ragazzi e le ragazze possono venire in contatto con persone che hanno fatto percorsi importanti e imparare da loro che cosa voglia dire mettersi in gioco, provarci, fallire e ripartire. Lezioni nuove, diverse ma che i ragazzi e le ragazze fanno proprie dando vita a progetti impensabili fino a pochi anni fa.

Verso il futuro della scuola

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(StartupItalia! per Newsroom)

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