Un cestino per la spazzatura che ripulisce gli oceani dalla plastica – Nati Per

Un cestino per la spazzatura che ripulisce gli oceani dalla plastica

24 Ago 2016

Seabin cattura i piccoli detriti galleggianti, come gli imballaggi di olio, carburanti e detergenti. Può essere collocato nei pressi di pontili, porti turistici, vie fluviali e yacht club.

Secondo le proiezioni degli esperti entro il 2050 gli oceani conterranno più plastica che pesci. L’uso del materiale è cresciuto di venti volte nell’ultimo mezzo secolo e ci si aspetta che raddoppi ancora nei prossimi vent’anni. Eppure, solo il 14% della plastica di imballo va nella raccolta differenziata. Non solo, quasi un terzo di tutta la plastica da imballaggio finisce in natura o ostruisce le infrastrutture. Questo non costituisce solo un danno enorme per l’ambiente, ma anche per l’economia.

 

Seabin Project  si è posto l’ambizioso obiettivo di ripulire gli oceani di tutto il mondo goccia a goccia, con lentezza e costanza. È stato pensato e costruito da due surfisti australiani, Pete Ceglinski e Andrew Turton. Ceglinski e Turton non sono degli sprovveduti e sanno benissimo che mettersi in mezzo all’oceano con un cestino della spazzatura servirebbe a ben poco. Hanno dunque deciso di affrontare il problema a partire da un ambiente controllato: i porti turistici, i pontili galleggianti, gli yacht club. In assenza di grandi onde è più facile lavorare, allo stesso tempo il vento e le correnti in costante movimento portano a riva i detriti galleggianti.

Seabin non è altro che un cestino della spazzatura automatizzato che cattura i piccoli detriti galleggianti, come gli imballaggi di olio, carburanti e detergenti. È stato progettato per essere collocato nei pressi di pontili galleggianti, porti turistici, pontili privati, vie fluviali, laghi residenziali, corsi d’acqua e yacht club. Ma può anche essere montato direttamente su uno yacht.

Come funziona Seabin

Il sistema è molto semplice. Seabin viene collocato in acqua ed è fissato ad un pontile galleggiante. È collegato a una pompa che crea un flusso d’acqua nel contenitore portando con sé tutti i rifiuti galleggianti e i detriti. Questi ultimi vengono raccolti in un sacchetto di fibra naturale e l’acqua viene aspirata dalla parte inferiore del bidone e fino alla pompa dell’acqua dove viene poi immessa nuovamente nel porto.

All’interno di Seabin vi è inoltre un filtro per separare l’acqua e gli oli, in modo da far rifluire in mare solamente l’acqua pulita. Il dispositivo fa tutto autonomamente: l’essere umano dovrà solo preoccuparsi di cambiare il sacchetto una volta che è pieno. Un po’ come funziona con l’aspirapolvere.

L’idea dei produttori è immettere Seabin sul mercato entro la fine del 2016 e costruirlo con materiali ecologici e con scarso impatto sull’ambiente circostante.

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