Wefood il supermercato dei prodotti ammaccati e imperfetti – Nati Per

Wefood il supermercato dei prodotti ammaccati e imperfetti

05 Lug 2016

Contro lo spreco alimentare in Danimarca nasce un supermercato che vende cibi che normalmente vengono scartati, compresi quelli scaduti.

Arriva l’estate, cambia la dieta e si sa, bisognerebbe mangiare più frutta e verdura, meno dolci e bevande gassate. Sono in molti in questo periodo a parlare di cibo, e di nuovi stili di vita. Mentre fino a qualche anno fa si cercava al supermercato la mela di Biancaneve, ora si cerca quella a chilometro zero, se prima si cercava la confezione più ricca, ora l’attenzione è più rivolta alla sostenibilità del packaging. Ma c’è un argomento più importante quando si parla di cibo: lo spreco alimentare. Metà del mondo muore di fame, l’altra metà riesce a sprecare una quantità di cibo così esagerata che sarebbe sufficiente a sfamare il globo intero. Sono i dati a parlare: lo spreco alimentare annuo ammonta a 1,3 miliardi di tonnellate, pari a oltre 560 miliardi di euro. E il 42% di questo dispendio avviene fra le mura domeniche (fonte: Barilla CFN – Center for Food and Nutrition). Proprio per questo un po’ ovunque stanno nascendo iniziative, startup e filosofie di vita volta a limitare lo spreco di cibo

A Copenhagen una Ong ha lanciato WeFood, il primo supermercato anti spreco alimentare. Vende cibi bruttini, frutti che normalmente non vediamo sulle nostre tavole perché esteticamente non soddisfacenti ma anche prodotti scaduti ma ancora commestibili.

Il risparmio

Il consumatore che compra a WeFood può risparmiare dal 30 al 50% rispetto al prezzi applicati in altri negozi. Si tratta di un passo avanti nella lotta contro lo spreco di alimenti. Al supermarcato sostenibile si trovano prodotti scartati dalle altre catene, spesso per mere questioni di integrità delle confezioni, oppure prossimi alla scadenza (o scaduti) ma secondo le leggi ancora perfettamente commestibili e commercializzabili.

Un supermercato per chi ama l’ambiente

Dietro a WeFood c’è un’organizzazione non governativa, Folkekirkens Nødhjælp, coordinata da Per Bjerre e Birgitte Qvist-Sorensen: “Wefood è il primo supermarket di questo genere in Danimarca e forse nel mondo – ha detto il primo all’Independent – non è destinato solo alle famiglie a basso reddito ma a chiunque abbia a cuore l’ambiente e la quantità di cibo sprecato in questo Paese. Molte persone vedono un gesto del genere come un modo positivo e politicamente corretto di affrontare l’argomento”. Per la prima volta si attua un’iniziativa tangibile di solidarietà sociale con una buona ricaduta sul territorio, e che combatte in modo concreto lo spreco alimentare, un fenomeno che su scala globale costa oltre duemila miliardi di euro, in Italia 8 miliardi, cioè lo 0,5% del Pil.

Obiettivo: ridurre le 700mila tonnellate di cibo sprecato

Wefood ha stretto un accordo con Føtex, una delle più grandi catene danesi di supermercati, per quanto riguarda il pane e altri tipi di prodotti. Ma ha anche accordi con importatori di frutta biologica e carne. L’obiettivo è ridurre le 700mila tonnellate di cibo che ogni anno vengono buttati. “È ridicolo che il cibo sia mangiato o sprecato – ha commentato Eva Kjer, ministra del cibo e dell’ambiente – è dannoso per l’ambiente e in più per l’economia, sono soldi sprecati. Un supermercato come Wefood ha invece molto senso e costituisce un passo importante in questa battaglia antispreco”.

Se quest’estate avete in programma un viaggio in Danimarca, andate a dare un’occhiata a WeeFood e contribuite anche voi alla lotta contro lo spreco alimentare!

E l’Italia?

Nel nostro Paese siamo ancora lontani da una logica di questo genere, anche se alcune startup stanno provando a inserirsi in questo mercato. Last minute sotto casa per esempio è un’applicazione che mette in contatto piccoli esercenti con consumatori per aiutare i primi a smerciare cibo fresco che altrimenti sarebbe buttato e i secondi a risparmiare.   Un altro progetto made in Italy è S·Cambia Cibo. Innovazione, condivisione e coinvolgimento hanno portato all’idea di creare una piattaforma per il foodsharing contro lo spreco alimentare. Il funzionamento è semplice: ci si collega al sito scambiacibo.it, si inseriscono i dati e la geolocalizzazione, e poi si mette foto e breve descrizione dell’alimento ARS (alimento a alto rischio spreco) da regalare. Il resto lo fa la rete, chi ha bisogno di un ingrediente che non ha in casa si collega e cerca se qualche utente nella sua zona ne è in possesso, poi non resta che confermare la scelta e incontrarsi in un luogo comodo a entrambi. Il servizio è già attivo su tutto il territorio nazionale, permettendo di targettizzare il raggio d’azione in 5-10-20 Km o tutta Italia

Non ci sono ancora valutazioni.
Attendere per favore...

L'autore del post