Your future. Your insurance. Come sarà l’assicurazione del futuro? – Nati Per

Your future. Your insurance. Come sarà l’assicurazione del futuro?

16 Mag 2017

Sottoscrivere un prodotto assicurativo in modo divertente, utile, veloce e social? Impossibile, fino a poco tempo fa. Eppure, le cose sono molto cambiate. Un po’ come quando, da bambini, si organizzava una partita di pallone e la vera difficoltà stava nel trovare le persone o il campo libero. Alla fine ci si divertiva, ma quanta fatica per l’organizzazione!

Nessuno, allora, avrebbe mai pensato che pochi anni dopo si potesse usare una app (Flubles) e organizzare una partita in tempo reale, prenotando digitalmente il campo, invitando i nostri amici “real time” e trovando sconosciuti per completare la squadra.

La tecnologia aiuta a ottimizzare il tempo, la risorsa più importante. Le community digitali sono gruppi di persone che hanno gli  stessi bisogni di un tempo (calcetto, biciclette, alimentazione, animali, ecc.) ma le soddisfano in modo diverso, più veloce, dinamico, interattivo, divertente e utile come con l’assicurazione e tutto con maggiore efficacia. Non si tratta solo di bisogni o di consumi, ma anche di cause sociali comuni, con impatti positivi per la comunità e il territorio. Basta un telefono, una connessione, un click e si può fare subito ciò che in passato si faceva in molto tempo.

Attraverso la geolocalizzazione offerta dagli smartphone, grazie alle tracce digitali che sono sempre più presenti sul web, attraverso algoritmi sofisticati, le aziende conoscono cosa piace ai loro consumatori, cosa faranno , di cosa hanno bisogno. E mettono a disposizione servizi che migliorano la vita. Anche il mondo assicurativo sta evolvendo velocemente in questo senso, la catena del valore viene rimodellata grazie all’Artificial Intelligence, chatbot, Big data, blockchain, Internet delle cose e le assicurazioni stanno cambiando il modo di interagire con i clienti e di confrontarsi con nuove community digitali adottando inediti modelli di business. Fra questi:

  • peer-to-peer insurance: permette la condivisione del rischio con un gruppo di altre persone (i “pari”) e che prevede un rimborso nel caso in cui alla fine del periodo si verifichino meno incidenti del previsto

  • insurance on demand: dove acquistare la protezione quando e dove c’è necessità solo con un click

  • Internet of Things: dialoga con device connessi alla casa, all’auto o alla salute, che permetterà di prevenire i rischi e di conseguenza ridurre i premi pagati dai clienti

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Sono solo i primi esempi di una rivoluzione già presente. Il mondo assicurativo ha sempre lavorato grazie alle forti relazioni con il cliente finale e con i canali tradizionali. Questa è stata la chiave per il successo e lo sarà ancora perché nessuna tecnologia sostituirà il valore della persona, con la sua passione, competenza e creatività. Ma come per la partita di calcetto, una domanda sorge spontanea: come verranno veicolate le soluzioni assicurative in futuro? Oggi abbiamo più dati a disposizione per prevedere la risposta a questa domanda e basterebbe elencare quanto viene già fatto da alcune compagnie assicurative come in Germania (Friendsurance), in Inghilterra (Guevara), in Francia (Inspeer) e Stati Uniti (Lemonade), e da poco anche in Italia (Neoasurance e Axieme) che si basano su alcuni dei seguenti caratteri distintivi:

  • sanno esattamente quando il cliente ha un bisogno assicurativo, perché attraverso il cellulare sanno che il cliente sta viaggiando e in modo proattivo inviano una notifica sullo smartphone chiedendogli se vogliono una polizza travel

  • pagano il sinistro in modo automatico senza necessità di denunciare il sinistro stesso, perché sanno già che il volo è stato cancellato (Lemonade ha pagato uno dei primi sinistri in 3 secondi, il Management team lo ha saputo 3 ore dopo)

  • danno la possibilità di acquistare con un click la protezione, senza la necessità di mille fogli da firmare

  • restituiscono parte dei sinistri non pagati o li destinano a buoni progetti della società scelti dai clienti, perché il comportamento dei clienti di una certa community è stato virtuoso con pochi sinistri

  • quando si verifica un incidente in auto offre un agente virtuale che aiuti a denunciare il sinistro,

  • attraverso i dati raccolti dai device connessi in casa o nel mondo salute, riescono a prevenire i rischi e ridurre i premi

Tutti pensano che l’essere umano per natura metta sempre in dubbio l’incerto, soprattutto la velocità di questo cambiamento. Invece compagnie di questo genere sono già presenti. Il futuro è già qui e non ce se ne accorge. L’errore più grande sarebbe quello di non essere presenti e non imparare da questo cambiamento già in atto. I Millennials sono coloro che hanno un’esperienza all’acquisto dettata dalla tecnologia che è diversa da quella delle generazioni più mature, saranno i clienti del futuro e pretenderanno un’esperienza all’acquisto dello stesso valore, veloce, friendly, divertente. E orientata alla responsabilità sociale e al give-back per la comunità, alla restituzione di una parte di quanto si è ricevuto. Oggi c’è l’opportunità di ridefinire un nuovo modello di business prima che siano gli altri a definirlo. Un modello che possa conquistare la fiducia dei clienti in quanto la tecnologia rende il rapporto con il cliente finale più trasparente, veloce e dinamico, un modello che permetta di conquistare in futuro i Millennials.

Se si pensa al paradigma cliente/lavoratore: quando si è dalla parte dei clienti si pretende il massimo servizio, qualità e valore, quando invece si pensa da lavoratori di un’azienda si viene influenzati dalle priorità, dai limiti tecnologici, dal budget e quindi non si riesce a dare lo stesso servizio che si pretende da clienti. Ma non è comunque la stessa cosa? Perché si assumono due vesti diverse quando ci si trova in un ruolo o in un altro. Questa è la più grande sfida, il cambiamento non è solo tecnologico, ma soprattutto culturale.

 

 

 

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